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Tè nero? Si grazie, ma senza esagerare


Giovanna Serenelli, Policlinico Monteluce, Perugia

Che il tè sia una bevanda dalle proprietà benefiche è ormai noto da tempo.
I polifenoli contenuti nelle sue foglie, sono sostanze che ne garantiscono le proprietà antiossidanti e che possono spiegarne, ad esempio, l’attività protettiva contro i processi di carcinogenesi.
Il contenuto in polifenoli varia in relazione al tipo di tè utilizzato ed è particolarmente elevato nelle foglie secche di tè non fermentato (tè verde) ove raggiungere anche un valore del 30%. Si calcola che occorrano circa 5 tazze al giorno di bevanda per poterne ottenere dei vantaggi per la salute.
Attenzione però a non esagerare. Non è detto che quanto maggiore è la quantità bevuta, tanto maggiori sono i benefici.
Intanto il tè non è una bevanda miracolosa adatta a tutti e a tutti i mali e poi ricordiamoci che le sostanze attive che contiene, pur essendo naturali, possono interferire anche negativamente con i processi fisiologici del nostro organismo provocando la comparsa di effetti collaterali assolutamente indesiderati.
In Germania, al Dipartimento di Ematologia/Oncologia dell’Università di Francoforte è stato recentemente descritto il caso di una paziente con una grave anemia ferro-carenziale resistente alla terapia marziale (somministrazione di ferro). La giovane donna aveva l’abitudine di bere 2 litri di tè nero al giorno che, molto probabilmente, interferiva con l’assorbimento del ferro.
La guarigione si è prontamente verificata con l’abbandono di questa abitudine (Haematologica 5, 559, 2001). ( Xagena 2001 )


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