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Eccesso di morte per cause cardiovascolari tra gli astronauti del Programma Apollo che sono andati sulla Luna


Gli astronauti delle missioni Apollo che hanno viaggiato in direzione della Luna sono rimasti senza protezione offerta dall'atmosfera terrestre contro i raggi cosmici ad alta energia dello spazio profondo.
Secondo un report questo potrebbe averli esposti a un alto rischio di malattie cardiovascolari.

Esperimenti su animali con simulazione della assenza di gravità e di esposizione alle radiazioni cosmiche hanno evidenziato disfunzione delle cellule dell’endotelio vascolare.

Sembra assodato che i raggi cosmici possono promuovere l'aterosclerosi coronarica tra coloro che viaggiano nello spazio oltre le protezioni offerte dall’atmosfera terrestre.

I ricercatori sostengono che la disfunzione endoteliale secondaria all'esposizione alla radiazione cosmica possa essere responsabile dell'apparentemente più alta mortalità cardiovascolare osservata tra gli astronauti delle missioni Apollo andati sulla Luna rispetto agli astronauti che non hanno mai viaggiato oltre l'orbita terrestre bassa.

E’stata confrontata la mortalità per cause cardiovascolari, per cancro, e per cause accidentali in 35 astronauti statunitensi deceduti che non avevano intrapreso una missione orbitale attorno alla Terra o lunare e 42 astronauti deceduti il cui volo era stato limitato a orbite terrestre basse o che avevano viaggiato in direzione della Luna e avevano compiuto orbite lunari nel Programma Apollo.

Dall'analisi è emerso che i 7 astronauti dell'Apollo deceduti, che avevano fatto il viaggio in direzione della Luna, avevano ricevuto una media 0.59 cGy di radiazioni durante i viaggi, circa la metà di queste radiazioni era da raggi cosmici.

Secondo gli Autori, i viaggi nello spazio profondo sarebbero associati a un maggior rischio di danno cardiovascolare a differenza di quanto finora ritenuto. ( Xagena2016 )

Fonte: Scientific Reports, 2016

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