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Acidi grassi Omega- 3: gli studi non provano benefici per il cuore


Una meta-analisi è giunta alla conclusione che le lineeguida che incoraggiano un elevato apporto di Acidi grassi polinsaturi e basso consumo di grassi saturi non sono chiaramente supportati da lavori scientifici.

Quando i dati di 27 studi, randomizzati e controllati, di supplementazione di Acidi grassi sono stati analizzati, i rischi relativi ( RR ) per la malattia coronarica sono stati pari a 0.97 per l'Acido beta-linolenico, 0.94 per gli Acidi polinsaturi Omega-3 a lunga catena, e 0.89 per gli Acidi grassi polinsaturi Omega-6.

L’analisi di 32 studi osservazionali ha trovato che i rischi relativi per la malattia coronarica, che hanno confrontato la maggiore con la minore assunzione basale di Acido grasso con la dieta, erano 1.01 per i saturi, 0.99 per i monoinsaturi, 0.93 per i polinsaturi Omega-3 a lunga catena, 1.01 per i polinsaturi Omega-6, e 1.16 per gli Acidi grassi trans.

Dai dati provenienti da 17 studi i rischi relativi per la malattia coronarica sono stati: 1.06 per i grassi saturi; 1.06 per i grassi monoinsaturi; 0.84 per i grassi polinsaturi Omega-3 a lunga catena; 0.94 per i polinsaturi Omega-6; 1.05 per gli Acidi grassi trans.

Da questa analisi non è emersa alcuna evidenza chiaramente favorevole alle attuali lineeguida cardiovascolari che incoraggiano un elevato consumo di Acidi grassi polinsaturi e basso consumo di grassi saturi.

La meta-analisi ha riguardato più di 600.000 partecipanti provenienti da 18 Paesi.

In passato, le meta-analisi avevano escluso il Sydney Diet Heart Study e un altro studio che avevano valutato il consumo di olio di mais in pazienti con una storia di malattia cardiaca; entrambi gli studi avevano mostrato danni quando gli Omega-6 ha sostituito i grassi saturi. ( Xagena2014 )

Fonte: Annals of Internal Medicine, 2014

Cardio2014



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